Gli amanti della montagna e della Valnerina umbra potranno trovare in questa casa indipendente con suggestivi affacci panoramici la soluzione ideale a portata di tasca. Panoramica e in buono stato strutturale, questa dimora, libera su 4 lati, sorge ai margini del borgo di Gavelli, un antico “castrum” medievale che ha conservato pressoché intatta la fisionomia medievale e invita a passeggiate nel verde in un contesto incontaminato fra pinete e montagne ad alta quota.
Il borghetto, impreziosito dalla presenza della Chiesa parrocchiale di San Michele Arccangelo, gioiello romanico che custodisce al suo interno dipinti di scuola dello Spagna, si trova nel comune di Sant’Anatolia di Narco a un’altitudine di 1150 metri in direzione Monteleone di Spoleto, cittadina che dista solo 5 km dal paese ed è provvista di tutti i servizi.
La casa è accessibile da un terrazzino di proprietà che si apre sulla zona giorno, introdotta da un ingresso che immette in una spaziosa cucina con camino, un’altra stanza funge da soggiorno o camera, a seconda delle esigenze, c’è poi un’ampia camera matrimoniale, un bagno e una veranda che permette di alloggiare fuori nelle sere d’estate. Al piano seminterrato c’è un magazzino (una vecchia stalla), di 26 mq con altezza di 3m che può essere trasformato in una dependance per gli ospiti o in un mini appartamento. Comprese nella proprietà anche una cantina e lavanderia di 8 mq e, in prossimità della casa, un orticello di 35 mq dove abbondano erbe officinali dal profumo di menta, lavanda e rosmarino. Una casa per chi cerca la tranquillità della montagna, il verde dell’Umbria più incontaminata e sente il bisogno di staccare la spina per rigenerarsi in un’oasi di relax, con la possibilità di percorrere sentieristiche segnalate e addentrarsi nei boschi in cerca di tartufi o funghi di stagione.
Ci troviamo in un habitat inalterato che conserva rare cultivar di interesse botanico ed esemplari di fauna selvatica e ornitologica come le aquile reali.
Gavelli è anche terra di arrampicate, come attesta la presenza di falesie note con il nome di 'Placche del Miracolo' che consentono esperienze adrenaliniche in tutte le stagioni. E non solo. Il borgo è anche meta di pellegrinaggi religiosi data la presenza di eremi come quello di Sant’Antonio, disseminati nella montagna. Se, poi, non si riesce proprio a stare disconnessi sia per lavoro che per restare in contatto con la civiltà, la connessione ai dispositivi digitali è assicurata dalla rete dei principali fornitori, fra cui Wind3 e altri.
CENNI STORICI SUL BORGO DI GAVELLI
Eretto su un pendio sovrastato dalle balze del Monte Coscerno (m.1684), che fronteggiano le pareti rocciose del Monte dell’Eremita e delle Muraglie della Valcasana, il castello tardo-medioevale di Gavelli, già documentato dalle fonti storiche a partire dal XIII secolo, appare ancora oggi, a chi sale dal fondovalle del fiume Nera, un luogo mistico dagli echi millenari.
Il nome deriva dal latino “clavellum” riportato nei documenti medioevali, a sottolineare la posizione strategica del castello e la sua funzione di “chiave di accesso” al territorio montano della Valnerina,.
Dal XIII al XIX secolo il Comune di Gavelli è stato quasi sempre soggetto al duplice potere del Governo pontificio e dei “priori” di Spoleto, il cui stemma trecentesco è ancora visibile, scolpito accanto alla porta principale di accesso al borgo.
L’attività agricolo-pastorale è stata la prevalente attività di sostentamento della comunità di Gavelli, alternata a quella estrattiva, documentata da un giacimento ferrifero, uno dei pochi sfruttati durante il governo pontificio.
Ancora oggi Gavelli mantiene la tipica struttura del castello fortificato di pendio, con viuzze strette che conferiscono al paese un’atmosfera d’altri tempi. Appena fuori dall’abitato, nei pressi del cimitero si trova la Chiesa di Santa Maria, menzionata nel trecentesco codice “Pelosius“.
Sulla strada che prosegue in direzione di Monteleone di Spoleto, si segnala la presenza dell’area dei prati di Gavelli e del “laghetto“ caratterizzato da una fitta vegetazione e da una rara biodiversità di tipo lacustre.